Extenday è un telo riflettente, concepito e realizzato in Nuova Zelanda soprattutto per un miglioramento della qualità della frutta (colore, sapore, dolcezza, pezzatura, durezza e conservabilità) e per un anticipo della maturazione.
E’ realizzato con materiali che garantiscono la migliore resistenza al calpestamento e la permeabilità all’acqua e all’aria e lo studio delle loro caratteristiche e la particolare configurazione della tramatura, permettono al telo di fornire la massima efficienza in termini di riflessione nel breve periodo e la massima durata in termini di prestazioni nel lungo periodo.
Uno dei vantaggi più interessanti del telo riflettente è infatti l’utilizzo per diversi anni consecutivi, ottenendo gli stessi risultati delle annate precedenti e garantendo un opportuno ammortamento dell’investimento.
Estenday
viene collocato sugli interfilari e riflette una determinata lunghezza d’onda, cioè aumenta la quantità della luce, provocando una maggiore effetto della fotosintesi.
Una giornata nuvolosa diventa una giornata di sole, perché la luce riflessa viene quintiplicata, mentre in una giornata illuminata dal sole, la luce risulta 20 volte superiore.
L’epoca di posa del telo è molto importante in quanto, a seconda del suo momento fisiologico e dalla sua applicazione, si ottengono diversi risultati.
Il periodo migliore per la sua applicazione è appena dopo la fioritura, mentre lo si rimuove prima della vendemmia.
I vantaggi più evidenti sono il miglioramento delle condizioni di illuminazione della zona produttiva, garantendo una sufficiente protezione dalle scottature; la riduzione dei costi necessari alla manutenzione dell’interfilari e il miglioramento delle condizioni microclimatiche dell’impianto viticolo, creando un ostacolo allo sviluppo delle principali fitopatie.
L’ uva risulta quindi più sana, per il minor utilizzo di trattamenti, è stato dimostrato infatti che la luce riflessa ostacoli la formazione dell’oidio e sono in corso degli studi in Australia sull’inibizione che produrrebbe sullo sviluppo del micelio della botrite.
Inoltre si ottiene una forte riduzione dei fenomeni erosivi causati da eventi meteorologici particolarmente violenti, con un miglioramento nella gestione delle riserve idriche del terreno, grazie all’assorbimento del telo che filtra acqua fino a 6 mm/hora.
Il telo mantiene ideale l’umidità del terreno appena al di sotto, eliminando anche le rugiade infettanti e mantenendo quindi in “stand-by” il fattore erboso.
Riguardo ai prodotti ottenuti (uva) si possono constatare diversi risultati, diciamo entusiasmanti, tra i quali l’ottenimento di pezzature e colorazioni migliori, perché favorisce la distensione cellulare e la moltiplicazione cellulare sulla superficie con un conseguente maggiore dell’acino; la riduzione dei costi di raccolta, in seguito all’uniformarsi delle condizioni di maturazione del prodotto spazialmente disposto sulla pianta.
Con la stessa parità di superficie, si ottengono prodotti più pesanti, mantenendo lo stesso numero di gemme, con condizioni di maturazione nettamente superiori.
Parlando di caratteristiche organolettiche delle uve sono state riscontrate maggiori quantità di precursori d’aroma, grazie ad un aumento dei carotenoidi, caratterizzanti le uve bianche; mentre nelle varietà a bacca rossa si registra un aumento nella quantità di antociani con il conseguente risultato di ottenere tannini più dolci e maturi adeguati alla produzione vini rossi più eleganti e fruttati.
Sono state effettuate degustazioni alla cieca su un panel, i risultato indicano chiaramente che i maggior risultati sono stati ottenuti da vigneti situati in climi più freddi e con un’esposizione minore al sole.
|